In occasione dell’uscita dell’album Glass House, la cantante jazz Isabelle Seleskovitch mi ha affidato la regia di un lyric video per il brano Letters.
Il concept iniziale prevedeva una performance in piano sequenza, girata sul Quai de la Seine, concepita come base visiva per un intervento grafico sui testi. In questa fase, l’immagine aveva un ruolo funzionale. Il focus era sulla tipografia.
Durante le riprese abbiamo realizzato diverse take in playback. A metà lavorazione, un problema tecnico ha interrotto la riproduzione dell’audio. Ho chiesto a Isabelle di proseguire comunque. La performance è continuata in assenza di suono.
Rivedendo il materiale, quella ripresa si è imposta immediatamente. La mancanza di sincronizzazione ha prodotto un risultato più concentrato, meno illustrativo, con una presenza scenica che le riprese precedenti non avevano.
A quel punto è diventato chiaro che sovrapporre una grafica dominante avrebbe indebolito l’immagine. La direzione del progetto è stata quindi rivista: non evidenziare i testi, ma integrarli.
Il video finale mantiene il piano sequenza, ma i versi non compaiono come elementi sovrapposti. Sono inseriti nello spazio: emergono dalle superfici urbane, dalle ombre, dai dettagli architettonici del luogo. I testi diventano parte dell’ambiente. Una scelta coerente con il contenuto del brano. I versi funzionano come tracce lasciate nei luoghi attraversati: presenti, ma non immediatamente leggibili.
Un progetto nato come lyric video si è così trasformato in un lavoro più vicino a un film performativo, in cui una decisione tecnica imprevista ha ridefinito la regia. Un esempio di come, nella realizzazione di un videoclip musicale, il materiale girato possa suggerire soluzioni più efficaci di quelle previste in fase di concept.
Per altri lavori di regia di videoclip a Parigi e produzioni musicali internazionali, è possibile consultare il portfolio o contattarmi.

